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ANIMALI. Diritto e Costituzione li proteggano – Convegno della LAV

Rodotà: Dicotomia persona-cosa in loro non va, estrarre principi.

(DIRE) Roma, 24 ott. – La Costituzione, da molto tempo agli onori della cronaca politica, riverita o bistrattata, oggetto di manifestazioni e appassionati confronti politici, oggi e’ stata invocata nella Biblioteca del Senato perché diventi il luogo dove proteggere, fra gli altri, anche i diritti degli animali.
L’occasione: un convegno promosso dalla LAV, per l’uscita di un volume, ‘La Questione animale’, edito da Giuffrè. Non un libro qualunque, come tanti ne escono in questo periodo, ma un vero e proprio trattato giuridico, il quinto tomo del trattato di Biodiritto, una collana di studi di bioetica, che ha colmato una lacuna occupandosi della questione animale. Più di 900 pagine, “un volume indispensabile, da cui non si può prescindere”, ha detto Stefano Rodotà, fra i direttori della collana e relatore del convegno.
In concomitanza e’ stata presentata anche una proposta di legge costituzionale, firmata dall’intergruppo parlamentare animali, che vuole aggiungere un secondo comma all’art. 9: “Gli animali sono esseri senzienti e la Repubblica ne promuove e garantisce la vita, la salute e un’esistenza compatibile con le proprie caratteristiche etologiche”. Ancora, all’art. 117 si aggiungono gli animali alle materie in cui lo Stato ha legislazione esclusiva.
Non e’ cosi’ semplice dare dignità ma ancor prima classificazione giuridica alle tematiche animaliste. Lo ha ben sottolineato lo stesso Rodotà: “La dicotomia persona-cosa, che per secoli ha prodotto elaborazioni sofisticate, non può più essere presa in considerazione. Né la cosa, né la persona sono categorie spendibili per gli animali”. Bisogna quindi fare riferimento al Trattato europeo che li definisce “esseri senzienti”. Ma Rodotà si pone anche il problema dei limiti del diritto: “Quale quota possiamo affidare al giuridico?” si chiede, ricordandone la funzione di “estrarre principi” e questo volume ne e’ ricchissimo, come il principio della dignità, “uno dei temi capitali del costituzionalismo di oggi”.
Luigi Lombardi Vallauri, professore di Filosofia del diritto, anch’egli relatore al convegno della LAV e curatore del volume, ha invocato l’istituzione di corsi di diritto animale, come esistono quelli di diritto ambientale. Un diritto giovane, ha spiegato, costruito tutto negli ultimi trenta anni, una ventina di leggi, secondo cui “gli animali hanno soggettività senziente, quindi vanno protetti. E il Codice penale- ricorda Vallauri- punisce chi li uccide o maltratta senza necessità”. Ma poi il professore sottolinea la schizofrenia del diritto per cui per “un vecchietto che sopprime il proprio asino” si parla di “uccisione”, ma “quelli che, in giacca e cravatta, orbitano nei settori della pesca, della caccia, della sperimentazione e della macellazione, quelli no, non ‘uccidono'”.
Anche Vallauri ha richiamato le difficoltà della classificazione giuridica di questa materia e suggerisce di “inserire l’animalismo negli ambiti più vasti della non violenza”.
Ma, al di la’ delle questioni generali sulla collocazione e classificazione giuridica del diritto degli animali, il volume fa riferimento anche ai temi più dibattuti dell’attualità, dalla necessita’ dell’alimentazione senza prodotti di origine animale per motivi di carattere etico, ambientale e sanitario, alla tutela degli animali d’affezione, della fauna selvatica e di quelli esotici, stigmatizzando l’uso di esseri viventi in feste popolari, sagre, palii e circhi.
Sotto traccia, in tutti gli interventi, un richiamo alla morale che prescinde dal giuridico. Esplicitato da Vallauri che ha chiuso il suo intervento ricordando i saggi cinesi che proclamavano: ‘A noi buon senso ed etica, ai barbari il diritto’.

(Tec/ Dire)

18:52 24-10-13

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