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CFS: bloccato in Puglia traffico illecito di cuccioli

Esemplari privi di microchip e documenti: denunciata una donna

(DIRE) Roma, 2 gen. – Dopo circa tre anni si sono concluse le indagini per bloccare e identificare i responsabili di un traffico internazionale, nonché del maltrattamento di animali detenuti in condizioni incompatibili con la loro natura. L’indagine del Corpo forestale dello Stato (comando stazione di Ostuni) è scaturita a seguito di numerose denunce da parte di cittadini che, dopo aver acquistato la maggior parte dei cuccioli da annunci su siti internet, vedevano morire il proprio animale per gravi patologie.

   Una masseria a Ceglie Messapica (Br) era la base logistica di un traffico di cuccioli che provenivano direttamente dall’Europa dell’Est o da alcuni centri di smistamento del napoletano, dal quale si importavano razze pregiate tra cui Cavalier King, West Highland, Spitz Pomer, Akita, Maltese, Samoiedo, Bolognese, Chihuaha, Chow-Chow. Dalle indagini della Forestale è emerso che il commercio illecito interessava principalmente le province di Brindisi, Lecce, Bari e Taranto, ma anche altre località nazionali. Da una serie di appostamenti e pedinamenti sarebbe emerso che l’organizzazione era solita vendere i cuccioli attraverso le inserzioni su internet, il passaparola o con l’aiuto di negozianti compiacenti. Per nascondere il commercio illegale, la proprietaria della masseria, era ricorsa anche alla gestione di fittizie associazioni sportive con lo scopo di propagandare, promuovere e sviluppare iniziative culturali e ricreative. La stessa, avrebbe utilizzato passaporti e documentazioni veterinarie false, e inoltre avrebbe intestato ad ignari cittadini extracomunitari, utenze telefoniche, indicate sui vari annunci di vendita. Nel corso delle indagini e dalle varie verifiche eseguite nella masseria, è emerso che i cani, prematuramente separati dalle mamme, per poter affrontare i lunghi viaggi dai paesi di provenienza sarebbero stati narcotizzati ai limiti della sopravvivenza, ciò anche al fine di occultarli ai controlli lungo il percorso (elemento anche questo causa di un alto tasso di mortalità).

   Alla 70enne di Ceglie Messapica sono stati contestati i reati di introduzione di cani privi di identificazione, traffico illecito di cuccioli provenienti dall’estero e maltrattamento di animali.

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