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DOMENICA 21 DICEMBRE – GIORNATA NAZIONALI PER LA CAMPAGNA “VISONI LIBERI”

 

IN OLTRE 20 CITTÀ È POSSIBILE FIRMARE LA PETIZIONE PER CHIEDERE L’ABOLIZIONE DEGLI ALLEVAMENTI DI ANIMALI DA PELLICCIA

“200.000 VISONI UCCISI OGNI ANNO NELLE CAMERE A GAS, FERMIAMO QUESTA STRAGE”

“Visoni Liberi”, ovvero non rinchiusi in gabbia e non uccisi per farne pellicce. E’ questo il nome della campagna promossa dall’associazione “Essere Animali” con l’obiettivo di abolire gli ultimi allevamenti di animali da pelliccia ancora presenti in Italia.

“Secondo i sondaggi oltre l’85% della popolazione (*) è favorevole ad abolire questa crudele pratica, ma la proposta di legge non è stata discussa ed esistono ancora una ventina di allevamenti di visoni che uccidono ogni anno 200.000 animali con le camere a gas, un metodo utilizzato perchè non causa danni alla pelliccia. Le uccisioni avvengono nel mese di dicembre, per questo siamo presenti il prossimo fine settimana in tante regioni, per raccogliere firme e fermare questa strage”, comunica l’associazione.

(*) Fonte sondaggio Eurispes 2014

L’ASSOCIAZIONE SARÀ PRESENTE SABATO 20 E DOMENICA 21 DICEMBRE IN OLTRE 20 CITTÀ

QUI LA LISTA DI TUTTE LE INIZIATIVE

La petizione indirizzata alle Commissioni Referenti di Camera e Senato chiede la discussione della Proposta di Legge che porterebbe al divieto di allevare animali da pelliccia, già approvato in sei stati europei.

I visoni in natura vivono nelle foreste e lungo i corsi d’acqua, sono abili corridori e nuotatori, la vita in gabbia per questi animali è insopportabile. Chiediamo alle Istituzioni di vietare questa pratica, causa di gravi sofferenze, la pelliccia è un indumento futile di cui possiamo fare a meno”, conclude l’associazione.

 

 

LA CAMPAGNA “VISONI LIBERI”

La campagna “Visoni Liberi” è nata in seguito ad un’investigazione dell’associazione “Essere Animali” all’interno degli allevamenti di visoni italiani, realizzata utilizzando anche telecamere nascoste e un infiltrato sotto copertura.

Le esclusive immagini hanno documentato:

– le condizioni dei visoni rinchiusi costantemente in piccole gabbie di rete metallica

– la presenza di animali con evidenti segni di sofferenza fisica (ferite) e psicologica (comportamenti steretipati)

– visoni costretti a convivere con animali morti all’interno della stessa gabbia  

– le uccisioni nelle camere a gas

– le prime lavorazioni dei cadaveri

La campagna “Visoni Liberi” ha già ottenuto risultati importanti e cinque progetti per la realizzazione di nuovi allevamenti di visoni sono stati bloccati in seguito alle proteste. Tra questi anche l’apertura di quello che sarebbe divenuto l’allevamento di visoni più grande d’Italia.

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