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ENPA: documento tecnico su cinghiali a commissione ambiente

(DIRE) Roma, 21 set. – Alla vigilia della riunione “informale” sui cinghiali, in calendario domani al Senato con la partecipazione di rappresentanti istituzionali, l’Ente Nazionale Protezione Animali ha inviato un documento tecnico in cui elenca una serie di azioni concrete per intervenire efficacemente nella gestione della specie. “A dichiarare fallimentare il ricorso agli spari ogni qualvolta si presenti una presunta emergenza è stato il Governo stesso, con una specifica risoluzione che sottolinea quanto siano state dannose l’attività venatoria e quella di controllo numerico con l’ausilio di armi. Attività- spiega Andrea Brutti, dell’Ufficio Fauna Selvatica Enpa- che vengono promosse senza avere dati certi, a parte le “stime” degli cacciatori, e in risposta a situazione dichiarate allarmisticamente e infondatamente emergenziali. Occorre invece voltar pagina e agire sulle vere cause delle presunte sovrappopolazioni, a partire da censimenti rigorosi e attendibili, realizzati cioè con metodo scientifico”. Divieto nazionale di ripopolamento; lotta al commercio illecito; controlli a tappeto su tutti gli allevamenti da cui troppo spesso “fuggono” degli esemplari. E ancora: divieto di allevamento di suidi allo stato brado per evitare “ibridi; controlli stringenti nei ristoranti e nelle sagre di paese per contrastare il mercato nero della carne di cinghiale; corretta informazione nei riguardi dei cittadini. Sono solo alcune delle azioni proposte dal documento tecnico di Enpa, che prevede anche il ricorso a metodi ecologici e la rivalutazione della figura del lupo (anch’esso vittima di una gogna senza precedenti) come predatore. “La Protezione Animali rimane a disposizione delle istituzioni, auspicando che finalmente vi sia un confronto su questi temi che riguardano tutte le associazioni portatrici di interessi pubblici- conclude Andrea Brutti- Allo stesso modo ribadiamo la necessità di evitare il ricorso agli abbattimenti, ovvero alla politica seguita per oltre 20 anni in tutta la gestione faunistica, che non ha mai prodotto alcun risultato. È giunto il momento di voltare finalmente pagina e di affrontare seriamente tutta la materia senza il ricorso al mondo della caccia, primo responsabile, con la politica dei ripopolamenti, di grandi squilibri ambientali”.
Così in un comunicato l’Enpa.

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