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ESTATE 2014: GIÀ OLTRE 100.000 CANI E GATTI ABBANDONATI

ESTATE 2014: GIÀ OLTRE 100.000 CANI E GATTI ABBANDONATI

OLTRE 4.000 INCIDENTI ALL’ANNO, 400 FERITI E 20 MORTI TRA LE PERSONE.

CAMPAGNA NAZIONALE DEGLI ANIMALISTI ITALIANI ONLUS

Roma, 20 Giugno 2014: L’Associazione Animalisti Italiani Onlus – www.animalisti.it – in concomitanza con l’arrivo dell’estate, ha organizzato questa mattina a Roma, in Piazza del Popolo una particolare RAPPRESENTAZIONE DRAMMATICA E REALE DELL’ABBANDONO DI ANIMALI E DELLA SORTE DELLE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI CANI e GATTI:

  1. Uccisi in incidenti stradali, pericolosi anche per l’uomo (si calcola che gli incidenti provocati da animali abbandonati siano almeno 4.000 all’anno, con oltre 400 feriti anche tra gli uomini ed almeno 20 morti tra le persone!);
  2. Catturati per essere torturati illegalmente nei laboratori di vivisezione;
  3. Catturati per essere usati come carne da macello nei combattimenti clandestini di cani;
  4. Costretti a trascorrere tutta la vita nei canili gestiti da associazioni di volontariato o, peggio, in terribili e fatiscenti canili-lager gestiti in tutta Italia da privati senza scrupoli!

Sono oltre sessantamila i cani abbandonati o lasciati nei canili e nei rifugi italiani nel corso del 2013, con un incremento di circa il 30% rispetto agli anni precedenti.

In Italia abbiamo una popolazione canina di circa 10 milioni di esemplari, oltre a circa 700.000 cani randagi vaganti sul territorio e quasi 200.000 cani nei canili pronti ad essere adottati.

Le segnalazioni di cani abbandonati o vaganti arrivate al telefono amico vedono in testa la Puglia, seguita a breve distanza da Campania, Sicilia, Calabria, Abruzzo.

Le regioni sono tenute, sentite le associazioni animaliste, protezioniste e venatorie, che operano in ambito regionale, ad adottare un programma di prevenzione del randagismo. Il programma deve prevedere interventi di informazione, anche nelle scuole, e corsi di formazione per chi opera nei servizi veterinari.

Lo Stato, da parte sua, ha istituito, con la legge 14 agosto 1991 n. 281, un fondo per la tutela del benessere e per la lotta all’abbandono degli animali da compagnia. Questi soldi però in realtà non sono assolutamente sufficienti a realizzare un concreto miglioramento della situazione attuale: i canili continuano a essere in sovrannumero, basti prendere come esempio quello della Muratella, che al momento custodisce circa 800 animali quando la struttura è invece adibita a contenerne esattamente la metà.

Anche dal punto di vista legislativo, la strada da fare è ancora molta. La legge 189/2004 apporta modifiche al codice penale ed in particolare introduce, con il titolo IX bis, i <<delitti contro il sentimento per gli animali>>. In particolare sono disciplinati i reati di uccisione di animali, maltrattamento di animali e combattimenti tra animali. Inoltre l’articolo 727 del codice penale è stato sostituito con il seguente:

Abbandono di animali – «Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze».

Nel 2010 è stata istituita una Task Force per la “Tutela degli animali d’affezione, la lotta al randagismo e ai maltrattamenti e ai canili-lager”. Essa è in sintonia con il nuovo approccio inaugurato dal Ministero della Salute nel rapporto uomo-animale e rappresenta una modalità organizzativa innovativa di raccordo con le Istituzioni ed il territorio per incidere in maniera concreta e attiva sul fenomeno del randagismo e sui maltrattamenti animali. La Task Force opera in stretta sinergia con i N.A.S., con tutte le Autorità competenti in materia e le Associazioni per la protezione degli animali, affinché, attraverso una rete ramificata sul territorio, si giunga alla piena applicazione delle Norme e alla reale tutela degli animali d’affezione.

Compiti e obiettivi della Task Force

  • Sopralluoghi ispettivi ed attività di verifica sul territorio nazionale in collaborazione con i Carabinieri per la tutela della salute – NAS

  • Monitoraggio e gestione delle segnalazioni di maltrattamento animale

  • Interventi diretti nelle situazioni di emergenza

  • Attività formativa, informativa e di comunicazione

  • Cura delle relazioni con i cittadini e con le Associazioni coinvolte attraverso la predisposizione di una rete di comunicazione

  • Supporto alle Istituzioni locali per la risoluzione delle problematiche rilevate

Al fine di stabilire un rapporto diretto tra i cittadini e l’Unità Operativa è stata istituita una casella di posta elettronica: tutela.animale@sanita.it

E’ inoltre attivo per informazioni e segnalazioni il numero 06 59944035 (dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30).

Il numero di segnalazioni che pervengono alle associazioni animaliste resta ad ogni modo un dato preoccupante. Ogni giorno i gruppi costituiti di Guardie Zoofile ricevono centinaia di e mail e telefonate di cittadini che richiedono interventi o informazioni su come gestire denunce e segnalazioni, nella maggior parte delle quali si richiede l’anonimato e la paura di ripercussioni conduce spesso a desistere o a sovraccaricare di lavoro animalisti e forze dell’ordine.

La vera lotta all’abbandono, la vera prevenzione, si costruisce partendo dai numeri: nascono molti più cani di quanto la richiesta degli zoofili possa assorbirne. L’investimento che lo Stato deve predisporre non è per assicurare la creazione e la gestione di enormi campi di raccolta, ma per impostare una campagna di controllo demografico veramente efficace e basata sull’educazione al possesso del cane e sulle sterilizzazioni. I cani giovani costituiscono la gran massa dei randagi, perché non voluti e poi incoscientemente abbandonati al loro destino. Sono questi cani non desiderati che non devono nascere. Ogni sforzo legato ai rifugi sarà allora dedicato alla più modesta quota di soggetti anziani, ai quali sarà forse possibile assicurare rispetto e benessere. Se ogni Asl fosse messa in condizione di eseguire meno di cento sterilizzazioni all’anno, avremmo il risultato di quattrocentomila cuccioli in meno in un solo anno e quindi di quattrocentomila probabili morti in meno. In molte parti lo si è fortunatamente capito.

Mentre si lotta contro il soprannumero dei cani, vi è chi continua a farli nascere senza soste. Quanti di questi finiranno ospiti dei canili o dei rifugi? Le associazioni di volontariato, tra cui noi Animalisti Italiani Onlus, e le poche istituzioni sensibili, stanno svuotando l’oceano del randagismo con “secchielli e palette”. Per svuotarlo davvero bisognerebbe chiudere i rubinetti che lo alimentano: campagne di controllo demografico e diminuzione degli allevamenti, vere e proprie fabbriche che sfornano nuovi cuccioli in continuazione. Per questo la nostra Associazione lavora molto sulla prevenzione.

Prevenire il randagismo è un compito di tutti, non solo degli animalisti. Come fare? Ad esempio, se si desidera un cane o lo si vuole regalare, è bene adottarlo da un rifugio invece di acquistarlo. Per salvarlo da una vita di stenti e miseria. E per diminuire il numero di animali condannati all’ergastolo, dietro le sbarre, senza avere colpe. Ed infine, controllando e stimolando l’attività delle pubbliche amministrazioni. Essere un continuo pungolo propositivo nei confronti di sindaci, Asl e servizi veterinari qualche volta distratti (Martedì 17 Giugno l’Associazione Animalisti Italiani Onlus era al Campidoglio a manifestare contro Marino e la sua politica totalmente disinteressata nei confronti degli animali. La nostra presenza e quella di altre associazioni e rappresentanti ha fatto si che alla fine venisse respinta la delibera sulla privatizzazione dei canili comunali).

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