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FILIERA DEL PESCE: UN MARE DI ILLEGALITA’

Un mare di illegalita’. Sono sempre piu’ evidenti gli interessi dei sodalizi criminali per tutta la cosiddetta “filiera dal pesce”, dall’attivita’ di pesca alla vendita all’ingrosso, da quella al dettaglio fino alla ristorazione. Nel 2015 diverse inchieste hanno portato a sequestri e denunce contro appartenenti a clan che controllavano segmenti del “mercato ittico”. Il mare viene saccheggiato da organizzazioni dedite alla pesca di frodo con esplosivi, alla raccolta di datteri e ricci di mare destinati al mercato clandestino di ristoratori compiacenti, e alla pesca illegale di novellame, pesce spada e tonno rosso. Continua senza tregua la guerra per le vongole, raccolta illegalmente in zone di divieto. Si registrano sempre con maggior frequenza furti su commissione in allevamenti e vivai ittici di ostriche, mitili e pesce rivenduti al mercato nero. Da menzionare anche il fenomeno della pesca e della commercializzazione delle Oloturie, meglio note come “Cetrioli di mare”: i mercati asiatici arrivano a pagare fino a 600 euro al chilo. Il Mediterraneo e’ sovra sfruttato: secondo il Wwf ogni anno vengono pescati 1,5 milioni di tonnellate di pesce, con l’85% delle subpopolazioni soggette a pesca commerciale sovra pescate e l’89% esaurite, continua la Lav.

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