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ISPRA: PROGETTO ADRIATICO DEFISHGEAR

NO A RETI ABBANDONATE RIMOSSI PERICOLOSI RIFIUTI MARINI IN AREA ‘TEGNUE DI CHIOGGIA’

(DIRE) Roma, 24 giu. – “Una campagna per monitorare e rimuovere i rifiuti marini nell’area nota come le ‘Tegnue di Chioggia’, formazioni rocciose sommerse a profondità tra 15 e 40 metri che si estendono lungo un’ampia fascia costiera dell’Alto Adriatico (costa occidentale) e che ospitano molte specie animali e vegetali tipiche dei fondi duri, e che i pescatori locali hanno sempre chiamato cosi’ per la loro capacità di trattenere e rompere le reti”.

Si tratta, spiega una nota Ispra (che ha realizzato un documentario sull’impresa), del progetto di cooperazione transfrontaliera ‘Ipa Adriatico Defishgear’, realizzata in collaborazione con la squadra sommozzatori della Polizia di Stato di Venezia, alcuni volontari dell’associazione ‘Tegnue di Chioggia Onlus’, con ricercatori del Laguna Project (nell’ambito del progetto europeo Life Ghost) e dell’Ismar-Cnr di Bologna. Per l’alto valore ecologico e la grande biodiversità che ospitano, le Tegnue di Chioggia sono Zona di tutela biologica (Ztb) e Sito di interesse comunitario (Sic).

Dal monitoraggio è emerso come i rifiuti marini che interessano l’area “siano principalmente costituiti da reti da pesca e lunghi cavi”, e come “la loro distribuzione sia drammaticamente ampia, coprendo vaste superfici del fondale”.

Nel corso della campagna sono stati inoltre recuperati dai sommozzatori della Polizia e dai volontari della onlus tre reti e due attrezzi da pesca a strascico, chiamati “rapido”. Reti e attrezzi da pesca abbandonati o persi in mare, ricorda l’Ispra, “possono infatti causare notevoli danni all’ecosistema e alla fauna marina (continuando ad esempio a catturare pesci e dando quindi origine alla cosiddetta pesca fantasma), oltre che rappresentare un pericolo per i sub che quotidianamente visitano le Tegnue di Chioggia”.

La campagna è una delle attività previste nell’ambito del progetto Defishgear, iniziato il 1 novembre 2013 e che finirà nel 2016, che coinvolge – oltre l’Ispra – altri 15 partner appartenenti a tutti i Paesi che si affacciano sull’Adriatico (Albania, Bosnia e Herzegovina, Croazia, Grecia, Montenegro e Slovenia). 

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