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La vera cultura non tortura

“Torturare un toro per il piacere, è torturare una coscienza”.
Victor Hugo

NO AI FINANZIAMENTI EUROPEI PER LA TORTURA DEI TORI!

La tauromachia è un combattimento tra tori o tra tori e uomini per soddisfare il piacere e il divertimento di chi vi assiste. È sovvenzionata sia dalle amministrazioni spagnole – 571 milioni di euro annui – che da Fondi Europei – 129,6 milioni di euro annui – attraverso i programmi di politiche agricole comuni.
L’ORRORE DELLA CORRIDA. Nelle ore precedenti la sua entrata nell’arena, il toro viene: tenuto al buio e sottoposto a potenti purghe (0 a droghe); percosso sui reni con sacchi di sabbia; gli scorticano le punte delle corna; gli cospargono trementina sulle zampe; gli viene cosparsa vasellina negli occhi; nelle narici e nella gola gli viene infilata della stoffa per impedirgli di respirare regolarmente; viene cosparso di acido ustionante sulle zampe e conficcati spilli nelle carni e nei testicoli per farlo agitare.
Quando il toro arriva nell’arena, non è altro che un animale terrorizzato che cerca disperatamente una via d’uscita.
Ogni corrida si divide in tre parti. Durante il tercio de varas, la prima parte, il toro viene fatto entrare nell’arena, dove lo aspettano i picadores che dall’alto di un cavallo conficcano una lancia nel collo. Nella seconda fase, il tercio de banderillas, il toro viene provocato dal banderillos che lo infilzano con delle asticciole con arpioni di acciaio, le banderillas. La terza fase, il tercio de muleta: il “matador” sventola il famoso drappo rosso, la muleta, di fronte al toro: contrariamente a quanto si pensa, il colore rosso non serve ad eccitare il toro (che vede in bianco e nero), ma a mascherare gli schizzi di sangue.
A questo punto il torero sferza il colpo decisivo, che dovrebbe porre fine all’agonia delll’animale con un unico colpo di spada conficcata tra le scapole, fino al cuore. Ma questo non accade praticamente mai.
Il Presidente giudice, come premio finale, può decidere di offrire al matador le orecchie e la coda (tagliate quando il toro è ancora vivo) come macabro trofeo per la vittoria. Il toro, infine, viene trascinato via, cosciente, dall’arena per essere poi macellato. Uno spettacolo di tortura e di morte legalizzati, diffuso in Spagna, Francia ed ora anche in Russia, negli Stati Unìtì…!

I DATI DEL MASSACRO: La Tauromachia provoca ogni anno la morte di 250.000 tori – 30.000 solo in Spagna tra corride e feste popolari – senza contare gli innumerevoli vitellini torturati e uccisi durante gli allenamenti dei toreri nelle scuole di “tauromachia”. Sono invece 40 i toreri morti in 100 anni.

Gli spagnoli contrari alla corrida sono il 72%: tra i giovani, 4 su 5 vorrebbero che fosse bandita. Solo due regioni hanno abolito questo spettacolo: le Isole Canarie dal 1991 e la Catalogna dal 2012. Purtroppo questo divieto è a forte rischio; nel 2013 il governo ha approvato la richiesta di considerare la tauromachia un “Bene di interesse Culturale”!

Aiutaci a fermare questa tortura, firma la petizione, scrivi agli europarlamentari per bloccare il finanziamento europeo:

www.animalisti.it – news@animalisti.it – tel 06.780.41.71

admin

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