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LAV e MAREVIVO verso primo rifugio per delfini in mari italiani

(DIRE) Roma, 13 mag. – “Verso il primo Rifugio per Delfini nei Mari Italiani” è il tema del Workshop Internazionale, organizzato da Lav e Marevivo in collaborazione con Istituto di Ricerca Tethys e con il patrocinio di Enea, oggi a Roma (c/o la Sala conferenze di Enea, orario: 10 am – 4.00 pm ): un confronto su dove ospitare e riabilitare i delfini che provengono dalla cattività e dagli spiaggiamenti. Tra gli speakers: Dr. Giuseppe Notarbartolo di Sciara (Presidente, Tethys  Institute), Dr. Sandro Mazzariol (University of Padova, Italy), Dr. Joan Gonzalvo (Tethys Institute), Dr Frances Gulland (Marine Mammal Center, California), Dr. Marco Affronte (membro del Parlamento Europeo e naturalista), Dr. Heather Rally (Wildlife Veterinarian, specializzata nella riabilitazione dei cetacei), Vanesa Tossenberger (Policy Director and Cetacean Specialist, Whale and Dolphin Conservation). Altri esperti e scienziati contribuiranno al primo Workshop europeo su un Rifugio a mare per delfini. Il Workshop nasce dalla necessità di costituire un rifugio a mare per delfini provenienti dalla cattività e dagli spiaggiamenti. Al momento, infatti, non esiste un luogo idoneo dove curare, riabilitare e ospitare i delfini in caso di necessità. La fase successiva al Workshop sarà caratterizzata dallo sviluppo di uno studio di fattibilità per facilitare la futura realizzazione di un rifugio per delfini in Italia. I lavori potranno fornire la piattaforma per una discussione tecnica sui problemi irrisolti esistenti in tema di delfini nel periodo post-cattività e degli spiaggiati, con l’ambizioso obiettivo di presentare il progetto per la creazione di un rifugio per delfini in mare. Un documento sui criteri generali per un Rifugio per delfini sarà presentato nel corso dell’evento.

Quando un delfino si spiaggia o quando dei delfini in cattività vengono sequestrati dalle autorità o provengono da un delfinario dismesso, è impossibile trovare per questi mammiferi marini un alloggio temporaneo o permanente in un ambiente quanto più vicino alle loro esigenze etologiche  naturali. Il rifugio a mare per delfini offrirà, dunque, una soluzione a queste problematiche per affrontare due categorie di problemi: i delfini in cattività e i delfini provenienti da spiaggiamento. Il rifugio per delfini in Italia è un progetto pilota in Europa: si spera aiuterà a porre le basi per garantire le migliori pratiche nella cura dei cetacei. Inoltre, l’auspicio è che il progetto possa creare un precedente e produrre delle  “best practices” da replicare in Europa e in altre parti del mondo. Oggi i cetacei sono percepiti come animali carismatici, con relazioni sociali e familiari intense, complesse necessità etologiche e un’intelligenza sviluppatissima. In Italia moltissime persone ogni anno forniscono assistenza ai delfini in caso di spiaggiamento e sono contrari alla loro detenzione in cattività. La sistemazione in ambiente semi-naturale, la cura e il rilascio a mare, nei casi in cui questo sia possibile, deve essere realizzabile ed è per questo che è necessario istituire dei rifugi per delfini a mare. Il confronto servirà a scambiare informazioni sugli sviluppi su questi temi in progetti simili negli Stati Uniti e a creare le basi per la definizione di uno studio di fattibilità sulle coste italiane. Alcuni dati sui delfini in cattività e sui delfini spiaggiati: In Europa ci sono più di 300 delfini tursiopi  in cattività. In Italia tutti i delfini in cattività appartengono a questa specie. Più di 50 paesi nel mondo ospitano delfinari; Spiaggiamenti in Italia (2012-2015): 628 totali di cui 34 trovati vivi (in media 4,9/anno). Questi dati sono da considerarsi come sottostimati, perché molti animali in difficoltà vengono segnalati vicino alle coste senza essere soccorsi né registrati, conclude la Lav.

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