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LAV: LA RICERCA SUI MACACHI È VIVISEZIONE

“ATENEO NON CREDIBILE, SI AGGIORNINO PER SUPERARLA”

(DIRE) Modena, 4 lug. – “Non bastava la brutta vicenda di vivisezione clandestina nella quale l’Università di Modena è stata coinvolta nel 2011, oggetto di un’interrogazione parlamentare, oggi l’Ateneo modenese riesce ancora a perdere credibilità con le dichiarazioni dei suoi responsabili”. Cosi’ la Lav di Modena commenta le dichiarazioni rilasciate ieri, in conferenza stampa, da Paolo Frigio Nichelli, preside della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università e da Renata Battini, direttore del Centro Servizi stabulario interdipartimentale, che hanno fatto il punto sulla situazione dei primati presenti nello stabulario spiegando che sui primati “non viene fatta alcuna sperimentazione, ma soltanto ricerca di base”, e che “i ricercatori diventano empatici con gli animali utilizzati per la ricerca e specialmente con i primati”. Per la Lav “pare di vederli i buoni vivisettori, immobilizzare un macaco nell’apparecchio di contenzione, creare una breccia ossea nel suo cranio e inserire gli elettrodi, ovviamente senza anestesia, ma con tanta empatia”, mentre “un’altra bella favola è quella della vivisezione che non esiste”, sottolinea l’associazione animalista, sottolineando come “vivisezione e sperimentazione animale sono sinonimi”, e “vorremmo chiedere cosa bisogna fare di più a un animale vivo e cosciente, perché si possa parlare di vivisezione”.

A non andare giù all’associazione che sabato scorso aveva organizzato, insieme ad altre realtà animaliste, una manifestazione in centro storico a Modena proprio per chiedere la liberazione dei 15 macachi presenti nello stabulario dell’Ateneo, anche le conclusioni dei referenti dell’Università secondo cui “sarebbero le associazioni animaliste e non le Università, a dover provvedere all’acquisto di metodi per la ricerca innovativa”.

Ma “questi luminari della scienza non sanno che è esattamente ciò che ha fatto la Lav di Modena in passato, acquistando e poi regalando alla Facoltà di Scienze metodi per superare la vivisezione a scopo didattico”, concludono gli ambientalisti, “e speriamo che l’Università di Modena invece di polemizzare con le associazioni animaliste, investa di più nell’aggiornamento tecnologico per trovare una via alternativa alla sperimentazione animale”.

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