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LAV: risolvere criticità delfinari Zoomarine e oltremare

(DIRE) Roma, 25 mar. – Un’investigazione (http://bit.ly/1U8bdwe) mette sotto la lente d’ingrandimento i delfinari di Zoomarine a Torvaianica (Roma) e Oltremare a Riccione (Rimini), per verificare il rispetto della normativa vigente (Decreto Ministeriale 73/2005), valutare le condizioni di detenzione degli animali nelle strutture e il rispetto della loro etologia. Realizzata da Lav e Born Free Foundation la scorsa estate, l’investigazione viene resa nota ora, in concomitanza con la nuova stagione di apertura al pubblico delle strutture. “Il Rapporto che ne è derivato, parte integrante di un lavoro italiano ed europeo volto a monitorare  le strutture zoologiche, è stato consegnato al Ministero dell’Ambiente nel dicembre del 2015 per una valutazione delle criticità emerse, ma ad oggi non siamo stati informati rispetto alla verifica delle  situazioni segnalate- dichiara la Lav- Alla vigilia della riapertura delle due strutture ci auguriamo che le criticità constatate siano state risolte e, nel caso in cui siano state accertate delle violazioni alla normativa, che siano state applicate le sanzioni previste e messe in atto misure adeguate a garantire il benessere e la salute degli animali coinvolti”. Diverse, infatti, le criticità riscontrate nell’estate del 2015 nelle due strutture: per quanto riguarda la gestione degli animali durante i sopralluoghi è stato rilevato lo spiaggiamento forzato dei delfini (uscita dall’acqua su piattaforma) durante le esibizioni; la manipolazione continua da parte degli addestratori, negli esercizi in vasca; l’assenza di giornate di chiusura, e quindi di riposo dagli spettacoli, durante la stagione di apertura dei delfinari, cioè da metà giugno a metà settembre per Zoomarine e dal mese di aprile a metà settembre per Oltremare.  Così in un comunicato la Lav.

 Dal punto di vista delle infrastrutture è stata osservata la potenziale inadeguata ombreggiatura e profondità dell’acqua in alcune aree, e la prossimità delle vasche dei delfini alle aree di svago con strutture tipo luna park, con musica ad alti volumi e altre attività molto rumorose. Alcune di queste criticità erano state rilevate anche nel corso di sopralluoghi effettuati negli anni passati. In alcuni casi, poi, alcune attività, in potenziale contrasto con la norma di riferimento, sono addirittura state promosse sui siti web e sui canali social dei delfinari stessi. La Lav chiede al Ministero dell’Ambiente di assicurare il pieno adempimento della normativa sui giardini zoologici da parte dei delfinari, che devono dimostrare di essere a tutti gli effetti degli zoo, cioè strutture che si dedicano in prevalenza a conservazione, ricerca ed educazione. Gli spettacoli con gli animali devono, quindi, essere esclusi da tali strutture. “Chiediamo, inoltre, ai delfinari di sospendere le attività di riproduzione in cattività dei delfini, così come appena attuato dal colosso dei delfinari USA SeaWorld in riferimento alle Orche, affinché non ci sia più un’altra generazione di delfini costretti a vivere in prigioni di acqua. Con la campagna #LAVera Libertà è solo in mare continueremo ad informare i cittadini sulla realtà dei delfinari. Negli scorsi mesi abbiamo pubblicato i contributi scientifici del biologo marino specializzato in delfini tursiopi, Dr. Joan Gonzalvo, tra cui Delfini in cattività: 5 principali motivi per non tenerli in una vasca e la video intervista Questi delfini non sono più delfini: due documenti importantissimi sulla realtà dei delfinari, dal punto di vista dei delfini”, conclude la Lav.

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