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LAV: stagione chiusa, quest’anno 22 morti e 66 feriti

Governo e Parlamento mettano fine a questa carneficina

(DIRE) Roma, 30 gen. – “Anche quest’anno la stagione di caccia si conclude ufficialmente il 31 gennaio, portando con sé il solito tragico bilancio: un’assurda carneficina, una strage di animali, danni incalcolabili all’ambiente, vittime tra i cacciatori e tra la gente comune. Sono ben 88 le vittime umane, registrate da settembre 2014 a 29 gennaio 2015: 22 morti e 66 feriti in poco più di quattro mesi, attribuibili ad armi da caccia e cacciatori, secondo gli ultimi dati dell’Associazione Vittime della Caccia”. Lo dice la Lav in una nota.

“Una vera e propria guerra, che ad ogni stagione ripropone le assurdità dell’attività venatoria- dichiara Massimo Vitturi, responsabile Lav settore Caccia e Fauna selvatica- il massiccio uso di armi e l’odioso libero accesso dei cacciatori nei terreni privati: il Governo e il Parlamento devono sentire il dovere di mettere fine a questa carneficina”.

Se la stagione venatoria si chiude il 31 gennaio, “la caccia non si ferma mai: non c’è pace per gli animali selvatici che, complici i numerosi piani di abbattimento, di volta in volta disposti da Regioni e Province, continuano ad essere uccisi per tutto il corso dell’anno- continua Vitturi- tra le specie maggiormente colpite: le volpi con i loro cuccioli, le nutrie, i daini, i caprioli, i colombi che cadranno a migliaia sotto il piombo dei cacciatori, il più delle volte senza alcuna motivazione scientifica se non il chiaro intento della classe politica di raccogliere i voti dei cacciatori. A tutto questo, negli ultimi decenni si aggiungono le sistematiche stragi per la caccia cosiddetta di selezione”.

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