Nuvola

NUVOLA, NON TI DIMENTICHEREMO MAI

Sono passati sei mesi dall’omicidio di Nuvola, una maremmana di poco più di un anno, e Rita Storri (presidente di “Incrociamo le zampe”) nel raccontarlo ancora si commuove. E si indigna. La storia di Nuvola è una storia che si ripete spesso, fatta di intolleranza e di ignoranza, ma anche di comprensione e solidarietà.

Siamo nel Lazio a Parco Falisco, frazione di Fabrica di Roma. Franco è tecnico elettronico in pensione e condivide con la moglie Tanya, che ascolta l’intervista tenendo in braccio l’ultimo piccolo randagio arrivato, l’amore per gli animali. Nata in Russia, trasferita in Italia a Civita Castellana, Tanya è un punto di riferimento insostituibile. Da lei trovano stallo e assistenza randagi, sia cani che gatti ma anche pappagalli. E nel frattempo presta servizio volontario presso l’associazione “Incrociamo le Zampe”.

Due anni fa la coppia adotta tre cani di piccola taglia e lei, Nuvola. Racconta Rita: “Poco più che cucciola, Nuvola ha dovuto subire un delicato intervento chirurgico per problemi gastroenterici. Si è salvata anche grazie alle cure affettuose di Tanya, che ha finito per tenerla”.

Sembra tutto perfetto. Ma c’è un ma. Accanto alla famiglia Crestoni vive un’altra famiglia. Padre padrone, soldato di mestiere, figli piccoli e moglie straniera. Rita Storri:  “Li conosciamo fin da quando costruirono casa. I genitori sono morti, con loro mai avuto problemi, ma era una situazione difficile e hanno cresciuto il figlio nell’isolamento”. E Franco aggiunge: “Il ragazzo è venuto su con seri disturbi, carico di rabbia. Vive con una signora straniera da cui ha avuto bambini, ai quali ha subito insegnato a lanciare pietre e pezzi di mattone ai nostri cani.”

Quest’uomo comincia a perdere il controllo. Insulti, minacce, accuse di rumori e odori molesti, di invasione della privacy, di sporcizia intollerabile. La casa di Franco è immacolata, vedere per credere. E mentre intervisto lui, Tanya e Rita, osservo i pavimenti, i mobili, i gatti che allegramente arrivano e mangiano in cucina nel loro angolo. Tutto pulito, tutto a posto. Tranne che nella mente di quell’uomo.

Il primo episodio arriva presto. L’uomo aveva già minacciato i Crestoni: “Sono stupidi come i loro padroni -aveva detto davanti a testimoni- e li troveranno presto morti”.

Così accade.

Il 28 giugno 2012, rincasando, i Crestoni rinvengono i tre cani piccoli coperti di gravi ferite. I fori suggeriscono l’uso di un arpione, o forse di una balestra. Il pelo bianco di Nuvola è intriso di sangue ma la maremmana, al tempo cucciola, non è stata colpita. Parte la denuncia, i cani si salvano, Nuvola abbaia forsennata e disperata ogni volta che vede l’uomo.

Poi la tragedia. I Crestoni partono per una vacanza in Polinesia, lasciano in custodia i cani. Un ragazzo che abita in zona va tre o quattro volte al giorno ad accudirli, liberi in giardino, mentre nottetempo li chiude nel garage debitamente allestito. Il rientro è previsto un mercoledì sera, ma la domenica accade qualcosa di atroce.

Verso le cinque del pomeriggio l’amico si reca in casa per provvedere al pasto degli animali e non li trova. Entra in casa e vede Nuvola stesa sul pavimento e fatta a pezzi con folle accanimento, mentre gli altri si sono rintanati sotto i mobili, in mezzo alla legna, così disperatamente da rimanervi incastrati.

I Carabinieri prendono in carico seriamente (finalmente) la denuncia di Franco. “Siamo disperati e non possiamo dimenticare cosa abbiamo visto. Abbiamo una persona squilibrata vicino a noi, e il timore che possa fare altro è enorme. Ma la gente è con noi”.

Rita racconta di una fiaccolata organizzata l’8 giugno per sostenere la famiglia Crestoni e sensibilizzare l’opinione pubblica. “Abbiamo urgenze continue, i randagi non sono accolti come dovrebbero, mancano strutture adeguate e tutto è lasciato a noi e ad altri volontari”. Rita si adopera da tempo con l’Associazione Incrociamo le zampe. “Un amore che nasce quattro anni fa, dopo aver raccolto una cucciola. La storia poi non è andata a buon fine, ma ho capito cosa dovevo fare. Insieme ad alcuni professionisti dal cuore generoso (uno su tutti il veterinario di Civita Castellana, Daniele Tondinelli), stiamo assistendo tutti i piccoli e grandi amici pelosi in difficoltà”.

Intanto proseguono le indagini della Procura. “Abbiamo fiducia, l’episodio ha oltrepassato ogni limite di intolleranza e ignoranza”.

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