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Per evitare le liti fra cani, impara a riconoscere i segnali

logoAlmonatureLa bella stagione ci permette di passare più tempo all’aria aperta e dà la possibilità ai nostri amici a quattro zampe di conoscere ambienti nuovi e socializzare con i loro simili. L’incontro con altri cani, però, può non essere sempre positivo perché il nostro animale deve comunque essere predisposto alla conoscenza e allo scambio. Non dobbiamo pensare che il semplice fatto di essere un cane gli permetta di comunicare in modo corretto di fronte a segnali emessi e ricevuti, anche a distanze adeguate. L’atteggiamento dell’animale nel consumare momenti di incontro sociale deve essere veicolato, anche emotivamente, dal proprietario.

Nell’incontro tra due cani è innanzitutto fondamentale la manovra di avvicinamento. Quando i soggetti stanno già iniziando a comunicare a 25-20 metri di distanza, se non siamo in grado di leggere i segnali emessi dal nostro cane e dall’altro, ci lanciamo in un incontro al buio.  Se siamo fortunati non accadrà nulla di male, al contrario si svilupperà un rituale di aggressione.Teniamo presente che non è prerogativa del cane quella di aggredire, piuttosto è un modo per rimarcare la propria forza e per ritagliarsi uno spazio di identità che gli permetta di continuare a svolgere le sue attività (annusare, esplorare, ecc.), senza intrusi.

Allo stesso modo, quando andiamo incontro a un altro cane o a un gruppo di cani, non dobbiamo dimenticare che gli animali hanno una dimensione spaziale diversa dalla nostra e che il nostro avvicinamento sarà letto come un’invasione dello spazio altrui. Nel momento in cui introduciamo il nostro amico in un’area cani, infatti, è più facile che venga accolto da un soggetto singolo, di solito il più piccolo, che lo introdurrà al gruppo. Questo cane non è quasi mai silenzioso, spesso abbaia per segnalare al gruppo una nuova presenza, e il nostro cane deve essere in grado, a livello emotivo ancora prima che fisico, di sostenere la comunicazione con i suoi simili. Deve essere capace di tollerare quel senso di irritazione che subentra gradualmente nel momento in cui diventa oggetto di attenzioni (essere guardato, annusato, ecc.), da parte degli altri cani. Un buon modo per iniziare a preparare il cane all’incontro con gli altri è inserirlo gradualmente per permettergli di comunicare in modo adeguato.

Come fare?

L’ideale è inserire il cane senza guinzaglio (meglio aver valutato prima la capacità di rispondere al richiamo), mantenendoci a distanza, cioè lasciandogli la libertà di azione, ma considerando che le attenzioni da parte dell’altro cane potrebbero non essere positive. In questo primo passaggio, i due animali non devono entrare in diretto contatto. Un ottimo modo per fare sì che i cani possano iniziare a conoscersi sono le recinzioni delle aree cani. Questi “limiti” sono un mezzo per valutare le intenzioni e i segnali dei cani, per arrivare a comprenderli e per farli incontrare in tutta sicurezza. In questo modo daremo al cane la possibilità di comunicare a distanza le sue intenzioni e di rilevare gli intenti dell’altro. Successivamente, se il cane non patisce il guinzaglio e se indossa uno strumento adeguato come una pettorina, possiamo permettergli di relazionarsi con i suoi simili, sentendosi protetto e supportato, in particolar modo nel caso in cui l’animale si dimostri timoroso di fronte agli altri cani.

Non siate precipitosi! Molto spesso le relazioni fra cani si consumano troppo velocemente per la fretta del proprietario di slegarlo di fronte all’impazienza dell’animale. Anche se non è detto che questo atteggiamento porti a un conflitto, si tratta di un’esperienza di apprendimento fallimentare. Questo perché è molto più importante quello che avviene prima dell’incontro fisico, cioè quello che i due animali sono riusciti a dirsi piuttosto che l’interazione a contatto, perché l’assenza di spazio determina una carenza nella comunicazione. Mantenere una distanza adeguata permette al cane di esporre e manifestare se stesso, all’interno di una comunicazione che è fatta non solo di vocalizzi, che non devono essere limitati, ma anche di segnali posturali e di una mimica facciale che ai nostri occhi è povera, ma che è molto ricca se osservata con gli occhi di un altro cane.

Un ultimo accorgimento da non dimenticare è di evitare di introdurre oggetti o giochi che possano diventare motivo di litigio. Allo stesso tempo, è bene evitare di diventare noi stessi l’oggetto del contenzioso, accarezzando o dedicando attenzioni all’altro cane.

Quello che consiglio è cercare di scoprire, di volta in volta, quello che il nostro cane ci sta dicendo e cercare di comprendere lo stato d’animo del soggetto, che è l’aspetto cruciale dell’incontro con gli altri cani. Quando noi siamo emotivamente instabili o abbattuti, la nostra comunicazione è ridotta al minimo perché il nostro stato emotivo tende a limitarci. Al contrario, quando siamo allegri ed espansivi riusciamo a estrapolare il meglio e mettere nella migliore condizione possibile il nostro interlocutore per dare vita a un dialogo aperto e costruttivo. Lo stesso avviene per i cani. Tutti comunichiamo perché facendolo stiamo bene e ci sentiamo felici, non solo a livello sociale.


Luca ScanavaccaEducatore Cinofilo

Fondatore dell’ Associazione Semplicemente Sordo
Autore del libro “Semplicemente Sordo” – www.semplicementesordo.com

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