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RANDAGISMO, APPELLO ENPA CONTRO ABBATTIMENTI IN USA

A AMBASCIATORE: SI A POLITICA ‘NO KILL’ DI CANI E GATTI RANDAGI

(DIRE) Roma, 10 lug. – “Signor Ambasciatore, le scrivo in merito alla politica di gestione del randagismo attualmente presente negli Stati Uniti d’America. In particolare vorrei porre alla sua attenzione l’anacronistica pratica di abbattere cani e gatti randagi dopo una breve, spesso brevissima, permanenza nelle strutture di accoglienza”. Inizia cosi’ la lettera-appello che la presidente dell’Enpa- Ente nazionale protezione animali, Carla Rocchi, ha scritto all’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, John R. Philips, per esprimere la forte contrarietà dell’opinione pubblica italiana per un modo cosi’ cruento di gestire il fenomeno randagismo.

“Signor Ambasciatore, affinché si faccia portavoce di tale problema presso un’amministrazione sensibile e progressista, qual è quella presieduta dal presidente Obama- prosegue Rocchi- La strada da seguire è indicata anche da alcune realtà locali presenti all’interno della Sua Nazione. Già da tempo Hastings e Rosemount in Minnesota, Prescott nel Wisconsin e molte altre città statunitensi hanno vietato l’uccisione dei randagi sui rispettivi territori”.

Da questo punto di vista, la presidente dell’Enpa accenna alla positiva esperienza vissuta dal nostro Paese con la legge 281/1991 che, “laddove applicata alla lettera, vietando l’abbattimento dei randagi e imponendo l’obbligo di sterilizzazione di cani e gatti ha permesso di risolvere il problema una volta per tutte, in modo assolutamente incruento”.

D’altro canto, evidenzia Rocchi, “la pratica delle uccisioni favorirebbe l’abbattimento indiscriminato degli animali a scapito delle adozioni”.

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