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STRAGE DEI CANI IN ROMANIA

CHE FINE HANNO FATTO I DIECI MILIONI DI FONDI EUROPEI?

ANIMALISTI ITALIANI IN PROTESTA DAVANTI L’AMBASCIATA RUMENA CONTRO LA LEGGE AMMAZZA-RANDAGI

Roma, 1 ottobre 2014 – L’Associazione Animalisti Italiani Onlus – www.animalisti.it – ha partecipato lunedì 29 settembre, insieme all’OIPA e diversi cittadini rumeni, al sit-in nei pressi dell’Ambasciata rumena, in via dei Secchi a Roma, per bloccare la strage di cani randagi che da più di un anno si perpetua in Romania.

Il 10 settembre del 2013 infatti veniva approvata dal Governo di Bucarest una legge, ribattezzata “ammazza randagi”, che legalizza lo sterminio di migliaia di cani in tutto il paese permettendo la soppressione dei randagi da parte di imprese private, limita fortemente le adozioni e introduce complicazioni e tasse per chi decide di aiutare e prendere in casa un randagio.

Nonostante lo scorso giugno la Corte d’appello di Bucarest abbia sospeso l’applicazione della legge in seguito al ricorso dell’Associazione animalista Vier Pfoten (Four Paws), e la Romania abbia intascato negli ultimi due anni ben 10 milioni di euro dall’Unione Europea come aiuto per risolvere in maniera legale e civile il problema del randagismo, le autorità rumene continuano ad applicare un’impunita eutanasia di massa nei confronti di migliaia di cani senza padrone.

“Siamo andati davanti all’Ambasciata rumena di Roma come hanno fatto in tutte le capitali d’Europa ad un anno dall’applicazione di una legge crudele” – dichiara Walter Caporale, Presidente Associazione Animalisti Italiani Onlus –“Quello a cui il Governo rumeno e il Sindaco di Bucarest devono rispondere è dove sono finiti i 10 milioni di euro di finanziamenti europei per la sterilizzazione dei randagi? È vergognoso che non si risponda dell’uso dei soldi pubblici ed è vergognoso che in Romania vengano ammazzati ogni mese migliaia di cani”.

Secondo le autorità rumene sono circa 16 mila i cani uccisi nei canili lager, più di 10 mila nella sola capitale35 mila quelli catturati su una cifra totale di 60.000 randagi, un numero non quantificabile di cani avvelenati per le strade e per le campagne della Romania.

“Siamo scesi ancora una volta in strada insieme ai tanti amici di sempre, ma anche a tanti altri nuovi, per non far dimenticare quello che ormai da troppo tempo accade nei canili rumeni dove la vita e i sentimenti di un cane valgono meno di 50 euro” –commentano Ivan Mazzone e Mayra Turriziani, volontari di Animalisti Italiani Onlus e promotori del presidio – “Insieme abbiamo gridato la nostra rabbia, speranzosi che anche una sola delle nostre parole abbia toccato la coscienza di chi è dall’altra parte e ha i poteri, ma in questo momento non la volontà, di fermare questa vergogna! Noi però NON dimentichiamo, NON perdoniamo e CONTINUEREMO a combattere”.

 

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