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Un immenso grazie dai pelosi salvati dall’inferno del canile lager di Prijedor

Carissimi sostenitori, stallanti, staffettisti e simpatizzanti,
La vostra risposta e solidarietà rispetto all’ultimo appello del 28 gennaio che abbiamo lanciato per salvare una sessantina di cani del lager di Prijedor che stavano per essere uccisi, è stata impressionante e toccante. Ci avete accorsi numerosi, sia con gli aiuti economici che con le offerte di stalli, gli aiuti per le staffette, consigli veterinari e vari tipi di assistenza che ci servivano. Ci hanno riscaldato il cuore la vostra vicinanza  e dedizione a questa tragedia, in un momento difficilissimo per tutte noi, dove eravamo ad un passo dal massacro di 60 cani. Solo grazie al vostro supporto massiccio e generosissimo, siamo riuscite ad evitare un’ altra tragedia anche questa volta.
Ina, la volontaria bosniaca che gestisce il piccolo santuario dove regolarmente porta in salvo i cani del canile lager prossimi all’esecuzione, è riuscita anche questa volta a resistere alle minacce dei locali mafiosi che lucrano sulle morti di questi poveri cani e varie intimidazioni che ha subito nelle ultime 3 settimane dal ispettorato sanitario. Grazie ai vostri aiuti e supporto logistico siamo riusciti a portare in salvo l’8 di febbraio 31 cani dal suo santuario (per Italia nei vari stalli e qualche adozione), ed in questo modo liberato lo spazio (che non c’era) per i cani che attendevano l’esecuzione. Ina, grazie a questo trasferimento blitz effettuato dalle nostre volontarie, nelle scorse 3 settimane ha tirati fuori dal canile dell’orrore più di 50 cani in condizioni al limite dello strazio. La maggioranza malnutriti, alcuni con le ferite da spari e torture. Proprio ieri ha tirato fuori un cane pastore con letteralmente un buco nella zampa provocato da un fucile, con i pezzi di pelle che gli si staccavano dal corpo. E’ una lotta senza sosta di una persona completamente sola in angolo di un paese che non rispetta minimamente ne i diritti degli animali ne di esseri umani che cercano di aiutarli.
In questo momento (sabato 22 febbraio) le nostre coraggiose volontarie stanno rientrando con altri 20 cani e 3 gatti salvati dal canile lager di Prijedor, e sono ormai da 24 ore in viaggio. Prossimamente vi manderò le foto di questa staffetta. Qui in allegato vedrete le foto dei 31 pelosi e del loro viaggio della speranza verso Italia effettuato l’8 di febbraio. Parecchi sono ormai nelle loro nuove case e famiglie. Qui di seguito potrete leggere anche un piccolo racconto sulla staffetta del 8 febbraio scritto dalla nostra volontaria che ha effettuato l’evacuazione dei cani dal santuario di Ina verso Italia. Un particolare grazie all’ENPA che ha reso possibile l’evacuazione del 8 febbraio e dell’ instancabile impegno e dedizione dei suo volontari che ci accorrono in ogni difficoltà.
La nostra lotta per i cani del canile lager di Prijedor continua, stiamo prendendo varie strade per fermare i mafiosi che minacciano continuamente Ina e le prospettano tutti i tipi di atrocità che perpetueranno contro gli animali che lei sta cercando di salvare.
Vi siamo infinitamente grate per la vostra generosità ed immenso supporto morale, senza di voi, questi piccoli miracoli in un oceano di ingiustizie non sarebbero possibili.
Per seguirci, queste sono le nostre pagine FB:
Per più dettagli sulla situazione in Bosnia:
Un caro saluto da tutte noi,
Vedrana, Valentina, Ina, Stefania e Silvia
Emergenza Prijedor
STAFFETTA 6 / 9 febbraio
IL VIAGGIO
I racconti non hanno mai reso davvero l’idea della condizione dei cani in Bosnia e delle difficoltà impensabili che meravigliose volontarie sono pronte ad affrontare quotidianamente pur di salvare più vite possibili.
Siamo partiti giovedì 6 febbraio in 5  con un furgone dell’Enpa di Caserta e una macchina alla volta di Prijedor ( Bosnia ), emozionati, fiduciosi, ma consapevoli delle difficoltà che avremmo potuto incontrare.
Fino a Prijedor condizioni meteo e strade a parte tutto è andato liscio, l’umore era alto e il gruppo si è coeso.
Siamo arrivati  in città all’appuntamento con colei che vive per loro, erano le 4 di mattina del 7 febbraio, veniamo accompagnati al rifugio che lei con il nostro e il vostro aiuto ha costruito tra mille peripezie.
Una pioggerella sottile mista a neve ci tagliava il viso e il vento ci faceva penetrare l’umidità fino nelle ossa, ma l’eccitazione ci scaldava.
Il rifugio è un piccolo pezzo di terra tra i campi vicino ad una casa di campagna, recintato. Una decina di casette di legno sotto delle tettoie verdi, per terra fango e paglia, su un lato una casupola più grande, è la nursery dove i più piccoli sono al riparo.
Veniamo accolti da ululati e mugolii…tutti pian piano si svegliano e da fuori ci accorgiamo di essere osservati da tanti occhietti curiosi…sono loro e sembra che ci stiano aspettando.
Emozionati vorremmo entrare subito e conoscerli, accarezzarli e rassicurarli…ma Lei ci spiega che il fango è quasi palude e che è meglio aspettare fuori dal recinto. Lei, risoluta, si infila degli stivaloni da pescatore e facendosi strada nel fango sparisce al di là del cancello.
Comincia a portarli fuori, in braccio, uno alla volta piangendo e baciandoli….lega al collo di ognuno un collare con il nome….ce li consegna, i piccoli passano dalle braccia di chi li ha accuditi a noi che con delicatezza li sistemiamo nei trasportini…ci sta dando i suoi figli per poterli salvare…
Sappiamo di dover fare in fretta, dobbiamo partire prima che albeggi…sappiamo che potrebbero segnalare la nostra presenza al gestore del canile…sappiamo che è meglio lasciare la Bosnia il prima possibile.
In un ora, con vestiti e occhi fradici, lasciamo quell’angolo di speranza bosniaco e tutti i cani che non abbiamo potuto portare con noi e ci dirigiamo verso il confine più vicino.
Per legge si può entrare in Croazia con massimo 5 cani per macchina…noi siamo 4 macchine e un furgone, nel furgone abbiamo 10 cani! Lo sappiamo…ma che alternativa abbiamo? Dobbiamo tentare!
Parte la prima macchina e poi la seconda e così via e passano la dogana, il furgone viene bloccato, perquisito e dopo un tempo interminabile rimandato indietro…
Nessuno di noi ha il telefono attivo, riusciamo a comunicare solo con i cellulari bosniaci, una delle volontarie bosniache già in Croazia torna in Bosnia in nostro soccorso, la tensione comincia a salire, nel frattempo in Croazia, Daniela e Filippo vengono fatti partire in tutta fretta (braccati dalla polizia…) con 21 cani in macchina alla volta del confine croato – sloveno dove li aspetta una signora adorabile che ci offre la sua casa
per riposare, lì trovano Arianna volontaria italiana,  che spiega loro che è meglio
portare i piccoli subito in Italia,  con 4 viaggi si passa il confine, Arianna se li carica tutti in macchina e parte per il rifugio dell’Enpa di Mira dove l’aspetta Roberto
 che li accoglie, li rifocilla e li prepara per la notte in attesa del nostro arrivo.
Daniela e Filippo ci aspettano in questa casa di confine sospesa tra il nulla e la speranza.
Nel frattempo noi, Stefania, Mario e Massimo, dopo 9 ore e tre tentativi per passare il confine croato in tre punti diversi, dopo essere rimasti separati tra Bosnia e Croazia, isolati tra di noi e dal resto del mondo, dopo esserci persi e poi ritrovati finalmente riusciamo a entrare in Croazia, macchina piena, due viaggi, furgone vuoto, 10 € al poliziotto che ci ha fermato per strada, 1000 caffè, un pò di paura e parecchia stanchezza, mille abbracci e promesse a Lei che torneremo, che non la lasceremo sola… lasciamo la Bosnia alla nostre spalle e con lei quel che resta del giorno.
La casa di Fiorella ci sembra un miraggio quando parcheggiamo davanti al suo cancelletto, Daniela e Filippo sono lì, assonnati ci aiutano a scaricare i piccoli, la veranda li aspetta, pappa e nanna…ci addormentiamo sfiniti e accampati in quella casa di confine prestataci come rifugio da tutto il male e la disperazione lasciati in Bosnia…5 umani e 10 cani sporchi, stravolti ma salvi…
la mattina si riparte alla volta di Mira e dell’Italia, arriviamo al rifugio Enpa dove troviamo i nostri piccoli festanti ad aspettarci, già ci riconoscono e noi ci sciogliamo a quel tiepido sole mattutino.
Ormai ci siamo, possiamo partire, decidiamo con il cuore che un pò si spezza di lasciare Zoe al rifugio, è debole, ha una brutta tosse e vomita, decidiamo che è meglio farla vedere subito da un veterinario, arrivare fino a Mortara è troppo per lei, resta anche Frenny ma perchè ha la sua nuova mamma che da Gorizia viene a prenderla!
Ormai siamo una sorta di famiglia noi e loro, separarci è dura…ma abbiamo adottanti e stallanti che ci aspettano trepidanti e preoccupati da un giorno intero…e allora si riparte verso casa..che sarà casa anche per loro!
Ci dividiamo, Stefania, Daniela e Filippo direzione Milano, tappe Verona e Bergamo.
Mario e Massimo verso Caserta tappe a Bologna e Firenze.
Tra di noi ci siamo dati appuntamento alla prossima volta, tutti e cinque pronti a ripartire, per loro e perchè in Bosnia c’è davvero bisogno e ora possiamo dirlo con certezza, i cani non contano nulla, vengono scacciati, maltrattati, sono merce preziosa per gente disperata, l’uccisione di un cane frutta a questi disgraziati 70 marchi, ovvero 35 €, ogni cane ucciso viene fatturato al comune più le mance dei privati che pagano lautamente quando le bande di accalappiacani glieli fucilano davanti a casa e glieli tolgono di mezzo. Ci sono randagi ad ogni angolo di strada.
La  popolazione è al limite, noi andavamo verso nord e in Bosnia scoppiava la rivoluzione…i nostri amici bosniaci ci hanno detto che è giusta! noi speriamo solo che questo paese possa un giorno liberarsi da troppi anni di violenza e paura…
Inondati da immagini stampate a fuoco nell’anima ed emozioni vivide e pregne sappiamo che quest’avventura ha salvato 31 vite e sicuramente anche un pò le nostre…
Un grazie sentito a Valentina, Vedrana e Silvia che dall’Italia ci hanno guidato e supportato stando connesse giorno e notte, loro i nostri angeli custodi.
Grazie alle persone meravigliose che in Bosnia danno davvero tutto per questi piccoli, mettendo a repentaglio la loro stessa vita! Grazie a Lei che non chiamiamo per paura di ripercussioni, ma quella donna ha una forza e un cuore davvero potenti…
Grazie all’Enpa, a Carla, Giusy e Antonio che si sono presi davvero a cuore la nostra piccola storia e che ci hanno mandato in soccorso la sezione di Caserta con un furgone attrezzato e due splendidi compagni di viaggio, Mario e Massimo siete stati eccezionali, sempre sul pezzo, sempre collaborativi e affettuosi anche quando in effetti un pò di paura e tanta stanchezza avrebbe fatto crollare chiunque.
Grazie ad Arianna e a Fiorella che ci hanno portato oltre confine!
Grazie alla pazienza degli adottanti e degli stallanti che hanno aspettato notizie che faticavano ad arrivare.
Grazie a tutti i nostri amici e sostenitori per aver reso possibile questo viaggio, per aver donato, raccolto viveri, per aver condiviso e fatto girare le nostre richieste e i nostri appelli.
Grazie ai Cani Sciolti, gruppo animalista al quale noi siamo fieri di appartenere, fratelli ci avete aiutato praticamente, economicamente, moralmente e sappiamo che possiamo contare su di voi per la prossima volta…in fondo siamo tutti cani sciolti che cercano solo un riparo per la notte e un pò d’amore.
e grazie a quei piccoli…il loro calore ci accompagnerà per sempre…

admin

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