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WWF: Inerzia istituzioni avvicina l’orso all’estinzione

Lento e continuo stillicidio specie. Orlando intervenga.

(DIRE) Roma, 24 ott. – Con la morte della giovane di orso marsicano investita ieri notte in Abruzzo, “siamo davanti ad un lento e continuo stillicidio della specie a causa questa volta di un ennesimo incidente in un tratto di strada da anni considerato pericoloso e a rischio ma per il quale nessuno è mai intervenuto, nonostante il WWF avesse più e più volte sollecitato interventi in tale senso”.
L’associazione ambientalista, quindi, “valuterà legalmente come intervenire e a chi chiedere di pagare i danni per un altro pezzo della nostra biodiversità perso, per la morte di un ennesimo orso, una femmina giovane e importantissima per una popolazione così ridotta numericamente e che avrebbe potuto partorire forse già dal prossimo anno dando una nuova speranza a questa unica popolazione sempre più’ a rischio”.
Il WWF intanto “assiste impotente all’estinzione di una specie per l’inerzia di un gestore pubblico che non ha le competenze e l’interesse a custodire il nostro patrimonio”. Con la morte di questa giovane orsa, una femmina “dall’immenso valore per la conservazione della popolazione appenninica”, si perde un altro tassello del nostro patrimonio di biodiversità “e si dimostra chiaramente come gli impegni presi dal nostro governo per la tutela delle specie in pericolo siano solo belle frasi sulla carta”.
Il fatto e’ che “si investe troppo poco nella prevenzione per la tutela del territorio e per la salvaguardia dell’orso come dei grandi carnivori in generale, si preferisce intervenire sui danni quando avvenuti, sulle emergenze critiche e non programmare o intervenire quando possibile- denuncia l’associazione- a questo punto c’è da chiedersi se sia semplicemente incapacità nel promuovere interventi seri e utili o tutto ciò sia voluto perché sull’emergenza si possono spendere o sperperare più risorse. Le autorità competenti sembrano incapaci di azioni concrete, di scelte utili anche se impopolari, a fare fronte a qualsiasi potenziale minaccia o attività potenzialmente incompatibile con la sopravvivenza dell’orso come una pastorizia sempre più invasiva o alcune forme di caccia, per citarne solo alcune, e si pone sempre più a rischio la salvezza dell’ultima popolazione di orso bruno marsicano- stigmatizza il WWF- un bene comune che le autorità a diversi livelli coinvolte hanno l’obbligo di conservare per le generazioni future, un altro orso è andato perduto”. Il fatto è che “non si chiudono strade di montagna, non si mettono in protezione tratti stradali rischiando così incidenti mortali anche per l’uomo, non si mettono in sicurezza pozzi di raccolta d’acqua in montagna, non si blocca una zootecnia illegale e di rapina, non si riesce a chiudere terreni dove deliberatamente si spargono bocconi avvelenati, non si riescono a creare quei corridoi necessari a connettere le aree più idonee a questa specie, insomma quello che appare evidente e’ che l’ultima popolazione di orso bruno marsicano e’ sempre più abbandonata a se stessa”.
Ciò detto, “per l’ennesima volta” il WWF chiede al ministro dell’Ambiente Andrea Orlando “un impegno a favore dell’orso, azioni decise e che rispettino gli impegni assunti con la sottoscrizione dei piani di tutela dell’orso sulle Alpi e sull’Appennino, il PACOBACE (Piano d’Azione Interregionale per la Conservazione dell’Orso sulle Alpi Centro Orientali) ed il PATOM (Patto per la Tutela dell’Orso bruno Marsicano), e nei riguardi della comunità internazionale”.

(Com/Ran/Dire)

19:28 24-10-13

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