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WWF: pena di delitto per chi uccide selvatici protetti

Raccolte 55mila firme per dire no ai crimini di natura in Italia

(DIRE) Roma, 19 nov. – Porta la firma di oltre 55mila cittadini che hanno sottoscritto on-line (change.org) la richiesta che il Wwf sta portando in questi giorni al Parlamento per chiedere l’introduzione del nuovo ‘delitto di uccisione di specie selvatica protetta’ (punito sinora con una semplice contravvenzione) nel Codice Penale e per il mantenimento e rafforzamento del Corpo forestale dello Stato, quale forza autonoma di polizia specializzata in campo ambientale. Sono questi i due elementi portanti del pacchetto di proposte legislative elaborate nell’ambito della Campagna Wwf ‘Stop ai crimini di natura in Italia’ che, se approvate, doterebbero lo Stato italiano e le forze dell’ordine di strumenti legislativi e repressivi in grado di mettere fine allo sconcio di chi, di fatto, impunemente può uccidere un orso, un lupo, una cicogna, una foca monaca, animali sulla carta ‘super protetti’ delle normative comunitarie e internazionali. Rispetto al ‘valore’ di queste specie secondo il Wwf le norme in vigore “prevedono infatti sanzioni blande che non svolgono alcuna funzione di prevenzione né di deterrenza”. È per questo che il Wwf in questi giorni ha avviato contatti in Parlamento sulla base di una proposta innovativa di modifica del Codice Penale “per eliminare questo paradosso, introducendo la categoria giuridica di fauna selvatica protetta da tutelare con specifiche figure delittuose, anziché di mere contravvenzioni oggi in vigore, per contrastare con strumenti giuridici più adeguati (allungamento del termine di prescrizione, strumenti di indagine più adeguati, ad esempio intercettazioni) un fenomeno che in Italia registra una violazione in materia di tutela ambientale ogni 43 minuti e dove i reati contro la fauna selvatica protetta rappresentano il 22% del totale del reati ambientali”. A titolo di esempio: chi abbatte un orso, una delle specie simbolo della nostra fauna, con la normativa attuale rischia un arresto da 2 a 8 mesi o l’ammenda da 774 a 2065 euro. Se venisse approvata la proposta Wwf il reato non verrebbe punito più con una semplice contravvenzione ma si configurerebbe come un vero e proprio delitto e la sanzione della reclusione sarebbe da 6 mesi a 3 anni.

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